La Community Innovazione e Tecnologia (“InnoTech”) nasce nel 2011 all’interno di Ambrosetti Club come un sistema aperto che raccoglie i contributi degli attori pubblici e privati del Paese in tema di innovazione. La sua missione è rafforzare il dialogo e le relazioni tra la comunità industriale, scientifico-tecnologica, finanziaria e istituzionale per promuovere opportunità di crescita ed una cultura dell’innovazione diffusa.
Il 22 e 23 maggio 2015, all’appuntamento annuale del Technology Forum, la Community ha discusso le priorità strategiche per il Paese con esperti italiani e internazionali dal mondo delle imprese e delle istituzioni pubbliche. Per sondare il clima delle imprese che fanno parte della Community, ogni anno viene anche somministrata una survey che intende fare il punto sulle tendenze tecnologiche, sugli investimenti in ricerca e sviluppo e sulle aspettative di medio termine di un campione significativo di imprese nazionali e multinazionali operanti in Italia.
I risultati della survey 2015 sembrano confermare i segnali di ripresa dell’economia italiana avanzati nel mese di maggio 2015 dall’ISTAT (che ha previsto una crescita del PIL pari a + 0,7% per il 2015) e corroborati nelle ultime settimane dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). Proprio l’FMI a luglio 2015 ha consolidato le proprie stime di crescita sul Paese, ribadendo alcuni dei segnali incoraggianti intravisti da gennaio 2015.
Oltre il 67% dei rispondenti alla survey è rappresentato da CEO o Presidenti, ad indicare l’alta significatività delle evidenze e degli orientamenti riportati di seguito.
Figura 1 – Risposte % alla domanda “Quanto investe in media all’anno (in % del fatturato) la Sua azienda in innovazione e/o R&S?” (Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti, 2015)
In Figura 1 è riportata la percentuale di fatturato investita in innovazione da parte delle aziende campione. I dati rilevati rappresentano una realtà virtuosa: quasi il 60% dei manager intervistati dichiara infatti che la propria azienda investe più del 3% del fatturato in innovazione (la media italiana di investimenti in R&S è lo 0,68%). Rispetto al 2014, la situazione sembra essere sostanzialmente invariata, con un leggero calo nel segmento “3%-5% del fatturato” più che bilanciato da un aumento paritetico nel segmento “5% del fatturato”.
Inoltre, il 78% dei rispondenti dichiara che il budget in R&S è aumentato negli ultimi 3 anni. Il 52% del campione conferma che nel 2015 l’investimento andrà ad aumentare e sui prossimi tre anni tale valore sale al 88%.
In questo quadro sembra che l’ecosistema italiano stia raccogliendo la sfida del rilancio attraverso alcuni netti segnali di miglioramento rispetto ai dati della survey 2014; tra i principali:
- Il ricorso a fonti esterne di finanziamento dell’innovazione è in ripresa (il doppio rispetto al 2014), partendo dal ricorso al canale bancario e ai fondi europei.
- Il dato sulla collaborazione ricerca-industria è in netto miglioramento: si dimezzano i rispondenti che dichiarano di non aver avviato rapporti di collaborazione e aumentano coloro che hanno collaborato con Università e centri di ricerca, con alti livelli di soddisfazione (oltre il 90%).
- Aumentano le aziende che hanno costituito start-up per lo sviluppo di progetti innovativi (anche se la limitata gestione della proprietà intellettuale resta un dato negativo).
Più in generale, emerge un netto miglioramento della percezione circa la qualità e l’efficacia del sistema delle regole e delle opportunità che l’Italia offre per l’innovazione (il giudizio negativo scende dal 52% al 32,4%) e della soddisfazione sui ritorni degli investimenti in innovazione (raddoppia, da 7,4% nel 2014 a 15,7% nel 2015, la quota di rispondenti che dichiara un ritorno “sopra le aspettative”).
In sintesi sembra che per l’Italia sia arrivato il momento della svolta.